La Juventus fa i bagagli per la spedizione americana, ma c’è un nodo cruciale da sciogliere alla svelta: chi avrà le chiavi del mercato? Damien Comolli e Giorgio Chiellini stanno lavorando a fari spenti per piazzare la pedina giusta, un direttore sportivo che sappia muoversi nei salotti internazionali senza perdersi nei meandri, spesso insidiosi, del nostro calcio. I tempi stringono. Quella finestra straordinaria aperta fino al 10 giugno, un “regalo” normativo concesso esclusivamente ai 32 club impegnati nel Mondiale per Club, verrà fisiologicamente traghettata dal nuovo direttore generale. Dopodiché, il progetto sul lungo periodo andrà affidato a una figura dedicata.

Nei corridoi della Continassa l’identikit perfetto porta un nome e un cognome piuttosto chiari: Ricky Massara. Non è un segreto che l’ex Milan sappia concedere la ribalta ad altri pur muovendo i fili giusti, e l’idea di ricomporre con Chiellini quel tipo di tandem dirigenziale già visto in rossonero con Paolo Maldini stuzzica parecchio. Poliglotta, radar sempre acceso sui mercati esteri, zero manie di protagonismo. È lui l’uomo in pole. L’alternativa “pesante” porta ad Hasan Salihamidzic, uno che l’ambiente bianconero lo conosce bene per i suoi trascorsi in campo (tra il 2007 e il 2011) e che al Bayern Monaco si è fatto le ossa sul serio dietro la scrivania.

Più defilati, ma comunque vagliati con attenzione, ci sono Javier Ribalta e Marco Ottolini. Entrambi molto stimati per etica del lavoro e formazione, tornerebbero nei quadri tecnici di Torino con responsabilità decisamente superiori rispetto alla loro precedente parentesi. Scartata invece la carta del debuttante straniero in Italia. L’ascesa di Viktor Bezhani, già scudiero operativo di Comolli al Tolosa, va a blindare il coordinamento dell’area scouting. Una mossa che taglia fuori profili emergenti come Diego Lopez, messosi in gran luce l’anno scorso al Lens, e che sbarra la strada di un ritorno a Matteo Tognozzi, destinato invece a volare a Londra sponda Arsenal.

Il rebus dell’attacco e il sacrificio di Randal

Chiunque siederà dietro quella scrivania avrà immediatamente sul tavolo una patata bollente. Dusan Vlahovic è di fatto ai saluti: il contratto scade proprio in questi giorni e il centravanti serbo lascerà la truppa a parametro zero. Un vuoto pesante al centro dell’attacco per la stagione 2026-27 che obbliga la Vecchia Signora a muoversi con urgenza.

E qui spunta, o per meglio dire ritorna, un nome che a Torino non era mai del tutto sparito dai radar: Randal Kolo Muani. I tifosi ricordano bene quei sei mesi di prestito nella seconda metà della stagione 2024-25, conditi da 8 reti in 16 apparizioni in Serie A. Un impatto che aveva spinto la dirigenza, la scorsa estate, a logorarsi in una trattativa fiume con il Paris Saint-Germain. Un braccio di ferro finito male, con la Juve costretta ad abbandonare la pista agli sgoccioli del mercato e il francese dirottato al Tottenham per un prestito nella stagione 2025-26.

Si sa, trattare con il PSG è spesso un esercizio di pazienza estenuante. Tuttavia, stando alle ultime ricostruzioni di Gianluca Di Marzio, l’aria tra i due club sembra cambiata e le antiche ostilità si sono notevolmente sgelate. Certo, c’è ancora qualche ponte da ricostruire, ma le basi per sedersi a un tavolo ci sono tutte. A fare la vera differenza, però, è la volontà del giocatore. Kolo Muani vuole riabbracciare la Serie A ed è arrivato a una promessa non da poco: è pronto a tagliarsi l’ingaggio pur di agevolare il suo ritorno in bianconero. Un assist servito su un piatto d’argento per chi prenderà in mano le redini del mercato juventino.