L’attenzione del mondo dei motori è puntata sul Phoenix Raceway, dove le competizioni sono entrate nel vivo ben prima degli eventi principali. Durante la gara dell’ARCA, appuntamento che ha fatto da apripista alle imminenti sfide della IndyCar e della NASCAR Cup in Arizona, Hailie Deegan ha tagliato il traguardo in undicesima posizione. Alla guida della sua Chevrolet numero 16, la ventiquattrenne ha trascorso gran parte della corsa accusando un giro di ritardo rispetto ai battistrada.
Le problematiche, a quanto pare, sono iniziate molto prima della bandiera verde. Analizzando l’andamento della giornata, la pilota ha spiegato come la vettura presentasse un fastidioso sovrasterzo fin dai primi giri. Nonostante i continui tentativi di correzione durante le prove, il team non ha avuto il tempo materiale per apportare gli interventi radicali di cui l’assetto aveva bisogno.
Le qualifiche si sono rivelate un’ulteriore doccia fredda. L’acqua presente in pista ha compromesso in modo decisivo i loro tentativi, rendendo la prima fase della corsa estremamente instabile. La situazione è migliorata solo grazie alle modifiche applicate durante la pausa di metà gara, che hanno restituito aderenza alla vettura. Da quel momento le prestazioni hanno registrato un’inversione di tendenza, anche se la Deegan ha sottolineato come la gestione delle bandiere gialle non abbia affatto giocato a suo favore.
Il Ritorno alle Origini
La tappa in Arizona rappresenta il secondo capitolo del suo ritorno nel circuito NASCAR. A gennaio, la Deegan aveva ufficializzato l’accordo con la Bill McAnally Racing per l’intera campagna 2026 dell’ARCA Menards Series West. Questo accordo segna un passo indietro strategico dopo la chiusura della sua parentesi nella NASCAR Xfinity Series nel 2024 e il successivo, deludente passaggio alle ruote scoperte. Il suo anno in Indy NXT con la HMD Motorsports non è mai decollato: senza riuscire a centrare nemmeno una top-10, ha archiviato la stagione 2025 al quattordicesimo posto in classifica generale.
L’esordio stagionale in ARCA era sembrato più incoraggiante. Il 28 febbraio, al Kern Raceway di Bakersfield, aveva conquistato il sesto posto. In quell’occasione la scena era stata rubata dal compagno di squadra Mason Massey, capace di vincere al suo debutto nella serie, mentre Eric Nascimento Jr. e il quindicenne esordiente Taylor Mayhew avevano completato il podio. A Kern la Deegan aveva mantenuto saldamente la quinta posizione per buona parte dell’evento, perdendo terreno solo nel finale a causa di una ripartenza caotica che l’aveva relegata all’ottavo posto momentaneo.
Le Gerarchie della Cup Series alla Prova del Nove
Mentre l’ARCA ha già emesso i suoi verdetti, l’attesa cresce a dismisura per la NASCAR Cup Series. In queste prime tre gare del 2026, la 23XI Racing si è imposta come la scuderia da battere. Tyler Reddick ha già scritto una pagina di storia del campionato, diventando il primo pilota a trionfare nei primi tre appuntamenti stagionali, e il suo compagno di squadra Bubba Wallace occupa saldamente la seconda posizione in classifica punti. Ora, però, l’ovale di Phoenix minaccia di rimescolare le carte, spostando i riflettori sul Team Penske.
Secondo l’esperto di FOX Sports Kevin Harvick, il gruppo di Roger Penske vanta le credenziali giuste per interrompere l’egemonia della 23XI. Durante il programma “Happy Hour”, l’ex pilota ha puntato le sue fiches su Ryan Blaney e Joey Logano. A suo avviso, Blaney sarà l’uomo da battere per pura velocità e costanza, mentre sulle altre vetture del team regna maggiore incertezza. La storica affidabilità della numero 12 a Phoenix contrasta con i risultati altalenanti della numero 22 di Logano e con le prestazioni imperscrutabili della numero 2 di Austin Cindric.
I numeri, d’altronde, confermano la tesi di Harvick. Blaney conosce alla perfezione le traiettorie dell’Arizona: qui ha trionfato nel finale della stagione 2025 lo scorso novembre, vanta una media di arrivo di 10.9 in venti partenze ed è salito sul secondo gradino del podio in quattro delle ultime sette edizioni disputate dal 2022. Logano porta in dote un palmarès altrettanto pesante. Il tre volte campione detiene il record di vittorie su questa pista tra i piloti in attività, avendo tagliato il traguardo per primo in ben quattro occasioni.
Visti i precedenti, è lecito aspettarsi entrambi i piloti nelle posizioni di vertice. Il calendario del 2026 si è aperto con due superspeedway e un circuito stradale. Valutare il vero potenziale delle scuderie su un tracciato tradizionale risulta ancora complesso, motivo per cui le prossime 500 miglia nel deserto potrebbero regalare una gara dai risvolti imprevedibili.