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27 nov The Lady is a Tramp – Puntata 6 – Sex Pistols & Vivienne Westwood

Il punk non è morto. Anzi, ha settantuno anni ed è una donna.

Sto parlando della regina del punk: quella che (forse) ha inventato tutto. Sto parlando di Vivienne Westwood. Grazie a (o per colpa di, dipende da come la pensate) Vivienne oggi ascoltiamo Never Mind the Bollocks, mettiamo le magliette sgualcite e i corsetti, mettiamo gli anfibi senza dover andare in guerra. Il sodalizio Sex Pistols / Vivienne Westwood nasce nel lontano 1973, quando quattro teppisti londinesi entrano in un negozietto dal nome disdicevole e lì conoscono il proprietario, un certo Malcom McLaren. A Malcom, già manager dei New York Dolls, ‘sti poveri disgraziati piacciono parecchio. Solo uno di loro non convince molto, e viene invitato gentilmente ad andarsene. Vivienne, moglie di Malcom, allora trova un altro ragazzo che dice di essere un batterista, John Ritchie, soprannominato Sid. In realtà al gruppo serviva un bassista, ma poco importa, quel Sid sembrava saper davvero il fatto suo. Così nacquero i Sex Pistols. Vivienne ne ravviva un po’ il look: Johnny Rotten e i suoi amici adesso indossano maglie sgualcite, svastiche in bella mostra (ovvio il fine provocatorio), pantaloni di pelle. L’obiettivo è quello di essere contro. Contro i canoni della moda, dello stile, del buongusto.

Esattamente quarant’anni dopo, Vivienne è ancora la stilista più anticonformista e ribelle della storia della moda. Qualcuno le grida “venduta!”, ma si sa che i punk rockers devono essere sempre contro. Da sempre è un’amante della moda del diciottesimo e diciannovesimo secolo: la sua prima collezione (1981), intitolata Pirate, sembrava direttamente uscita da un film con Jack Sparrow. Associare Vivienne solo al punk sarebbe però riduttivo. Sono anni che la stilista britannica si dedica alla questione clima. Nella sua ultima passerella alla London Fashion Week per Red Label è stata interamente dedicata alla “Climate Revolution”. Alla stregua di una protesta studentesca, modelli e stilista armati di striscioni e abiti inequivocabili hanno silenziosamente auspicato ad una vera e propria rivoluzione. Segno che il punk non è solo cresta e Dr. Martens.

 
 

Jennifer Guerra
jennifercoursonguerra@gmail.com

"A noi ci piace un casino confondere le idee, ma ci piacerebbe anche farvi ballare, ve lo garantisco"



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