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14 nov The Lady is a Tramp – Puntata 4 – Patti Smith & Ann Demeulemeester

Capelli spettinati, camicia bianca, bretelle. Tanto è bastato per rendere una ragazza di Chicago non solo un’icona della musica, ma anche della moda.

 

Nietzsche parlava di eterno ritorno all’eguale. Non so se il buon vecchio Fred fosse un’esperto di moda, ma questo è il mantra dello stile. Se hai creato uno stile a 20 anni, lo ritroverai a 66 anni. Perchè sì, alla nostra/mia amatissima Patti Smith (ovvio che parlavo di lei!) manca solo un 6 per darci la prova che ha fatto un patto col demonio: mai vissuta nell’ombra, l’abbiamo (ri)scoperta poetessa, l’abbiamo trovata fine pittrice, fotografa, l’abbiamo – e la stiamo – ascoltando cantante. Sarà la sua aria da sacerdotessa maudit, da baccanale, o non so che altro, ma Patti era e sempre resterà la musa di decine di artisti e stilisti. Patti Smith di primo acchito con le passerelle sembra centrare ben poco. In realtà non sono un terreno così sconosciuto per lei: cantò “Because the night” per suo amico Alexander McQueen ad una sfilata in suo onore dopo il suo suicidio, ma dichiarò anche “Sono stata dentro e fuori la moda per 20 anni, ma metto sempre le stesse 4 cose”. Saranno anche quattro, ma hanno segnato un’epoca, anzi due, anzi tutte. Nemica del rossetto rosso, del rasoio, delle gonne corte, Patti è sempre stata una ribelle a modo suo. Magliette intime da uomo nere, capelli a tesa larga, francesine, pantaloni da pescatore, jeans strappati. Un look spigoloso, quasi importabile, ma di grande effetto e inaspettata femminilità. Quella femminilità da “donne vere”, come del resto lo è Patti. Fu l’incontro con una giovane fan sedicenne, Ann Demeulemeester, a segnare il connubio Smith-moda. Quella ragazzina diventerà una stilista, e nel 1991, nella sua prima sfilata, sceglierà delle tracce del suo idolo ad accompagnarla. Per cinque anni Ann e Patti si sono scritte, finchè un giorno hanno deciso di collaborare: per la stagione estiva dell’ormai lontano 2000, Patti contribuì alla collezione “Woolghatering”. Lunghe maglie di tulle, cotone e seta, impreziosite dagli scritti della cantante. Ebbe un successo strepitoso. E non finì lì. Le due donne collaborarono anche nel 2006, nel menswaer, creando una collezione di giacche di velluto, pantaloni di seta, giacche oversize e, ovviamente, l’immancabile cappello.

“Non riducete la nostra amicizia ad una gonna o un pantalone”, dichiarò Ann. Sarebbe come ridurre la musica di Patti Smith a due note e tre parole. Un sacrilegio. 
 


Jennifer Guerra
jennifercoursonguerra@gmail.com

"A noi ci piace un casino confondere le idee, ma ci piacerebbe anche farvi ballare, ve lo garantisco"



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