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25 ott MAMMA LI TURCHI #4: Una serata TEMPESTOSA!

Sì, in questa puntata ho deciso di parlarvi di una serata, quella di ieri, perché Fantozzi a confronto è una delle persone più fortunate di questa Terra.
Tutto ha inizio a causa di un party tra studenti Erasmus nell’appartamento di un mio amico. Abita appena fuori dal campus, mentre io vivo vicino al centro città, quindi la distanza è parecchia. Sono d’accordo con una ragazza che finita la festa sarei tornato con lei in città (non c’è molto da fidarsi a lasciar girare da sole le ragazze qua) perciò anche se piove un po’ e la voglia non è molta decido di andare.

Parto da Istanbul centro che pioviggina. Lungo la strada casa-pullman compro un ombrellino perché quella pioggerellina fina mi da proprio fastidio. Ho un’ora di strada da fare per andare alla festa, cambiando due minibus, ma lo faccio comunque tutti i giorni per andare e tornare da scuola quindi nessun problema.
Arrivo alla prima destinazione, Sariyer.

(Parentesi: Sariyer è il “quartiere” di Istanbul più vicino all’Università, anche se chiamarlo quartiere è riduttivo. E’ un paesello marittimo a tutti gli effetti con pescatori, porto e quant’altro a circa 40 minuti dal centro città. Da Sariyer ci sono poi tutta una serie di strade in salita che salgono ai vari complessi abitativi fino al campus del’Università, a 20 minuti buoni di bus.)

Dicevo, sono sul bus e mi rendo conto di essere a Sariyer, ma la pioggia qui è così forte da impedirmi di capire in che punto di Sariyer mi trovo. A tentoni decido a un certo punto che è giunto il momento di scendere e appena il dolmus (=il minibus) si ferma apro il mio ombrellino e affronto il diluvio. Il bus riparte, io mi guardo intorno e sono palesemente nel posto sbagliato. La mia fermata era quella precedente a circa 400/500 metri da dove mi trovo ora.
Non ho altra soluzione che tornare alla fermata precedente per poter prendere il secondo bus ma intorno a me è delirio. Quella che a Istanbul città era una pioggerellina autunnale è qui una tempesta in piena regola. Le strade in pendenza che arrivano a Sariyer sono diventati canali che si riversano sulle strade con una quantità d’acqua incredibile.
La situazione è seria ma non ho altra scelta: devo tornare alla fermata prima. Inizio ad attraversare tutti ste fiumi d’acqua saltando come un’antilope per evitare le zone più “profonde”, ma sono in Converse, non pretendiamo troppo. Dopo 5 minuti l’acqua nelle mie scarpe è così tanta da non accorgermi della differenza tra il dentro e il fuori.
La fermata è sempre più vicina, ma ad un tratto mi ritrovo su un marciapiede, bloccato. Dietro di me una piccola muraglia mi separa da un cimitero pieno di lapidi bianche. A destra e a sinistra i fiumi d’acqua che corrono lungo la strada hanno invaso anche il marciapiede lasciandomi due metri tutt’attorno a me di libertà e nient’altro. Non posso muovermi.

Una sera TEMPESTOSA! (video)

Mentre son fermo mi rendo conto che nessuno dei dolmus che passano va dove devo andare io. Intanto il mio ombrellino comprato “tanto per” che mi ha salvato la vita inizia a perdere colpi e la forza della pioggia è così forte che inizia a sgocciolare anche dall’interno, i miei jeans sono fradici almeno fino al ginocchio, l’impermeabile sgocciola. Provo anche a fermare i numerosi taksi che mi passano davanti ma sono tutti già pieni. Passo una buona mezz’ora in questa condizione, forzatamente immobile, vedendo addirittura un cartello stradale trasportato dalla corrente scorrermi davanti agli occhi.
A un tratto un taksi si ferma. Salgo conscio di avere solo 10 lire turche (meno di 5€!!) in tasca e spero che il tassametro non corra troppo velocemente. Dico al taksista la mia destinazione: non sa dove sia.
Inizio a gesti (perché ovviamente l’inglese non lo conosce) a indicargli la strada. Lui parte all’impazzata, risalendo le stradine a 60 Km/h incurante della corrente dell’acqua che scende. Sembra una di quelle scene in cui il fuggitivo mette a rischio la propria vita pur di scappare dalla polizia, e di solito per lui non finisce bene.
L’acqua continua a scorrere sotto di noi, le onde che si alzano dal paraurti davanti scontrandosi contro il parabrezza non intimoriscono affatto l’autista che non accenna a diminuire la velocità.
Il viaggio dura solo 15 minuti ma sembra un’eternità. Arrivato a destinazione il tassametro segna 9,97 lire!!! Gli do le 10 lire rimaste nel mio portafoglio e scendo tornando a sfidare la tempesta. A quel punto il complesso abitativo che mi si presenta di fronte è un insieme di edifici tutti uguali tra loro, in uno dei quali si trova l’appartamento verso cui sono diretto. Ne faccio passare due finché ad un tratto un mio amico, nella mia stessa situazione mi chiama. Era in attesa ad un edificio di distanza. Ci mettiamo a cercare insieme ma l’edificio numero 4-25 proprio non si trova. A migliorare un attimo l’atmosfera che s’era creata ci pensa una coppia di giovani ragazzi che davanti a casa decidono di darsi a un bacio sotto la pioggia, scena degna del miglior film romantico che esista.

I due corrono poi verso di noi per entrare in casa e chiediamo loro informazioni. Non ci sono utili ma al tentativo successivo troviamo comunque il building che cercavamo. Inseriamo il codice, la porta si apre e davanti a noi si presentano due rampe di scale. Saliamo su quella a destra ma arrivati all’ultimo piano dell’appartamento 25 neanche l’ombra. Ci sono il 23 il 24 e il 26, ma non il 25. Sembra che qualcuno ci stia prendendo in giro ma non ci perdiamo d’animo. Scendiamo di nuovo all’ingresso e prendiamo l’altra rampa.
Troviamo finalmente l’appartamento 25: lì la scena che ci presenta è a dir poco assurda: in casa ha iniziato a piovere a tal punto da ricordarmi la scena in cui Merlino, ne “La spada nella Roccia” viene segregato nella torre più alta del castello. La corrente è saltata, la gente se ne sta andando (compresa la ragazza con cui dovevo tornare, che a ‘sto punto si ferma da un’amica) e… la festa è finita.

Io sono fradicio e senza soldi, ma con un’avventura da raccontare!

Alla prossima! 😉 
 


Mirko Tosoni
mirko_toso@yahoo.it

Marketing, advertising e comunicazione sono la sua passione e si vede, traspare in tutto ciò che fa. Con un background economico e uno sfondo cosmopolita come l'affascinante Istanbul ci stupirà ogni giorno con imperdibili curiosità.