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21 set MAMMA LI TURCHI #1: IL TAKSI

Istanbul è una città immensa. Si, non grande, proprio I M M E N S A. Bellissima e immensa.
Il costo della vita, salvo qualche particolare bene, è generalmente più basso rispetto a quello italiano e per spostarsi i TAXI sono spesso la via più comoda. Sì, intendo, dovrebbero esserlo, in teoria.

Lasciamo perdere per un attimo il traffico, che in realtà influenza moltissimo la scelta “taxi o mezzi pubblici?“, e concentriamoci su quelli che sono i lati positivi di scegliere un taxi anzichè un trasporto pubblico: ti porta direttamente a destinazione, non devi andarlo a prendere (visto che in ogni angolo della città ci sono taxi vaganti), e risulta spesso più conveniente di metro e bus se lo si condivide.
Sembra tutto rosa e fiori, visto così, eppure non lo è affatto. Non lo è perchè non so il turco, prima di tutto (quindi sì, è anche un po’ colpa mia); ma soprattutto non lo è perchè i taxisti non hanno un cavolo di banalissimo navigatore! Fanno i tassisti e non usano il satellitare. Conosceranno bene le strade, penserete voi… Macchè! Istanbul ha migliaia di migliaia di vie, vicoli, strade, angoli, “posti”. E’ umanamente impossible conoscere tutti gli indirizzi a memoria, eppure la tecnologia sembra essere un argomento tabù.

E così quando sali su un taxi prima di tutto parte la sfida al farsi capire, perchè se sbagli l’accento di una sola sillaba sembra che tu abbia appena detto “supercalifragilistichespiralitoso” e iniziano a guardarti attoniti. Allori vai di Google Maps, mostri loro sulla mappa dove si trova, e lì arriva il momento in cui iniziano a chiedere ulteriori dettagli. Non capendo un’acca di turco cerchi di farti capire in inglese, ma, come avviene in Italia, pochissimi sanno l’inglese e così smettono di ascoltarti ancora prima che tu abbia cominciato a parlare.

Al chè ti lasci trasportare dove ha deciso di portarti l’autista, generalmente nella giusta direzione, ma a parecchie centinaia di metri dal posto in cui dovevi arrivare.

Il viaggio è tormentato da continue soste in cui l’autista scende dal taxi per chiedere ai lavoratori dei diversi quartieri informazioni sull’indirizzo da raggiungere, o inizia a chiamare al cellulare la “stazione taxi” vicino a destinazione per maggiori dettagli.  Poi ti propone una delle mète che lui conosce: a te l’arduo compito di scegliere se accettare o meno.

Sfinito ti arrendi e arrivato a destinazione lasci la frenetica avventura alle spalle sapendo che la città sospesa su due mondi t’aspetta.

Provare per credere!

  
 


Mirko Tosoni
mirko_toso@yahoo.it

Marketing, advertising e comunicazione sono la sua passione e si vede, traspare in tutto ciò che fa. Con un background economico e uno sfondo cosmopolita come l'affascinante Istanbul ci stupirà ogni giorno con imperdibili curiosità.