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08 apr Facebook Home: the revolution

Si è parlato tanto dell’evento che Facebook avrebbe dovuto tenere e poi ha effettivamente tenuto; i rumors si susseguivano e avevano trovato nello smartphone targato FB la punta di diamante della presentazione. Ci eravamo tutti sbagliati: Zuckerberg ci ha stupiti con Facebook Home.

Era naturale che accadesse, era necessario anzi, perché Facebook sa che il suo futuro è completamente legato al suo successo sui device mobili, gli smartphone innanzitutto. A Menlo Park in California, Mark Zuckerberg, ha presentato Facebook Home, un software che trasforma il proprio smartphone Android in un device targato Facebook. “Non è un telefono o un sistema operativo”, ha detto Zuckerberg presentando Home, “è un esperienza”. La frase è a effetto, serve a smarcarsi da ogni possibile polemica, Facebook non vuole mettersi in concorrenza con nessuno, con i fabbricanti di smartphone innanzitutto e tanto meno con i produttori di software, non vuole avere di certo difficoltà con Google, ma neanche con Samsung, Htc o Nokia, tanto per citarne alcuni. No, Facebook vuole al contrario offrire ai produttori di smartphone un modo semplice per consentire ai propri utenti di trovare soddisfazione sulle loro macchine, offrendo una “casa”.

2-530x332Si, bisogna partire dal nome, non casualmente scelto per indicare che il rapporto tra Facebook e i suoi utenti si fa sempre più stretto, costante, immediato. Home, casa: Facebook vuole che i propri utenti si sentano, usando il nuovo sistema, nella loro casa, con i loro amici, i loro contatti, sempre a disposizione e prima di tutte le altre funzioni dello smartphone. Home, infatti, una volta installato sul proprio smartphone, mette in primo piano i contatti, le persone e gli amici sul social network, e non le applicazioni. Accendo il telefono e sono in casa, nel mio circolo di amici, dal quale esco se abbandono Home e inizio a usare lo smartphone in maniera tradizionale, con il suo sistema operativo e le sue app. No, non si tratta di un semplice software ma di un sistema che, se dovesse aver successo, cambierebbe in maniera radicale il nostro rapporto con la macchina che abbiamo in tasca, modificherebbe la nostra percezione dello smartphone, lo trasformerebbe definitivamente in qualcosa di diverso, un “internet device” a tutto tondo.

facebook-home-zuckerberg-770x510Si è molto parlato della possibilità che Facebook realizzasse un proprio telefono ma Zuckerberg ha scelto una strada diversa, evitando di dover accontentare con un unico smartphone il miliardo di utenti del social network, ognuno dotato di gusti, idee e necessità differenti. Ma anche evitando di realizzare un sistema operativo proprio, che avrebbe dovuto entrare in competizione con gli altri, e comunque costringere gli utenti Facebook a scegliere, a cambiare macchina. Nulla di tutto questo poteva ragionevolmente funzionare, e quindi Zuckerberg e i suoi hanno pensato che tutto quello che un utente di Facebook ha sempre voluto è usare il social network meglio e quando vuole e che questo desiderio poteva essere accontentato con un software innovativo.

facebook-home1“Home” è fatto per le macchine che hanno Android come sistema operativo, si “innesta” e si sovrappone all’OS di Google che è attualmente il più diffuso al mondo e gira su decine di modelli diversi di smartphone. Non ha una versione Apple, per ora, perché la “chiusura” del sistema operativo Apple impediva ogni forma di ragionevole innesto, non avrebbe consentito a Facebook di potersi sovrapporre all’iOS. Android, invece, è un sistema aperto, consente ad altri modifiche e innovazioni, proprio come ha fatto Facebook e Zuckerberg nella conferenza stampa ha giustamente ricordato che questo è uno dei motivi del successo del sistema operativo. Lo ha detto anche perché “Home” nasce senza accordi con Google, è un operazione completamente gestita da Facebook e il software, una volta installato, fa sostanzialmente scomparire Android dalla vista degli utenti. Zuckerberg sa che “Home” potrà andare avanti e svilupparsi solo se Android continuerà a essere aperto, solo se Google non vivrà l’arrivo di “Home” come una potentissima mazzata sui sogni di grandezza di Google+, il social network nato a Mountain View. Concorrenza che si allarga anche a chat e mail di Facebook, che in “Home” ovviamente vengono favorite. E’ anche vero, però, che se “Home” avesse successo sarebbe un ulteriore driver per la diffusione di Android. 
 


Giacomo Tampalini
giacomo.tampalini@alice.it

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