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20 giu Diciamo NO al nuovo MacBook Pro con Display Retina!!

Il Retina MacBook è il portatile meno riparabile che abbia mai smontato: a differenza del modello precedente, il display è fuso col vetro, il che significa che la sostituzione del display LCD richiede l’acquisto e l’assemblaggio di un display molto costoso. La RAM è ora saldata alla scheda logica – fare gli aggiornamenti di memoria futuri sarà impossibile. E la batteria è incollata al case, il che richiederà ai clienti di spedire il proprio portatile alla Apple per la sostituzione con una spesa di circa 200 dollari. Il design può anche essere costituito da “alluminio altamente riciclabile e vetro” – ma i miei amici del settore riciclaggio di componenti elettronici mi dicono che non hanno alcun modo di riciclare l’alluminio incollato al vetro come Apple ha fatto sia con questa macchina che con il recente iPad.

Il nuovo modello di progettazione ha perciò conseguenze gravi non solo per i consumatori e l’ambiente, ma anche per il settore tecnologico nel suo complesso.

Quattro anni fa, Apple ha effettuato un’analisi di mercato. Hanno pubblicato il super sottile, ma non aggiornabile, MacBook Air oltre ai loro due già esistenti, ma facilmente aggiornabili, notebook: il MacBook e il MacBook Pro. In oltre due decenni di esperienza la gamma di computer Apple s’è evoluta in modo impressionante, offrendo ai consumatori computer sempre più robusti e di lunga durata. […]

La gamma di portatili di Apple è stata un trionfo – per i consumatori e per Apple stessa. I professionisti dell’IT di tutto il mondo amano lavorare sul MacBook.
Ho smontato io stesso alcuni di questi notebook e posso attestare che sono facili da riparare tanto quanto da usare.

L’Air del 2008 è andato però in una direzione del tutto nuova: ha sacrificato prestazioni e aggiornabilità in cambio di un design più sottile. La RAM è stata saldata alla scheda logica (come nel MacBook Pro Retina), e dunque aggiornare significa sostituire l’intera scheda logica con un risultato davvero costoso. La batteria del MacBook Air è stata valutata per durare sole 300 ricariche quando è stato introdotto e ciò riduce la durata della batteria e aumenta il numero di sostituzioni della stessa. Ma a differenza del notebook prima di esso, sostituire la batteria dell’Air richiede strumenti specializzati e la rimozione di circa 19 viti.

Quando Apple ha lanciato il MacBook Air a $ 999 nel 2010 per assimilarlo al prezzo del MacBook, hanno dato agli utenti una scelta chiara: il sottile, leggero e poco aggiornabile MacBook Air o il più pesante, più durevole, più robusto e più potente MacBook. Stesso prezzo, due prodotti molto diversi. A quel tempo, non ero molto felice della non-aggiornabile RAM sul MacBook Air, ma ho rispettato il fatto che Apple avesse dato ai suoi utenti una scelta.

A quel punto è stato tutto chiaro: volevamo una macchina che sarebbe stata bloccata con 2 GB di RAM per sempre? Avremmo dovuto sostenere laptop per cui la sostituzione della batteria fosse richiesta ogni anno o due, soprattutto con applicazioni che richiedono oggigiorno sempre più memoria e con batterie già di per sè atrofizzate?

La stragrande maggioranza dei consumatori ha votato sì, e l’Air è cresciuto fino a costituire il 40 per cento delle vendite di notebook Apple entro la fine del 2010.

 

Il successo del non-aggiornabile Air ha spinto Apple a rilasciare l’ancor meno riparabile iPad, due anni dopo: La batteria è stata incollata sul case. E ancora, abbiamo votato con i nostri portafogli acquistando il dispositivo nonostante avesse incorporato il suo “orologio della morte”. Nella successiva versione dell’iPad, il vetro era fuso al telaio.

Ancora una volta, con l’annuncio di un altro prodotto, Apple si è presentata sul mercato con una scelta. Due computer portatili professionali: uno utile e aggiornabile, l’altro no. Non sono esattamente prodotti equivalenti – uno è meno costoso e supporta l’archiviazione espandibile, e l’altro ha un display a filo del bordo, capacità di memoria fissa, e un prezzo premium – ma non hanno lo stesso nome solo per creare confusione . Piuttosto, Apple chiede agli utenti di scrivere il futuro del MacBook Pro.

[…]

Anche il MacBook Pro è stato originariamente propagandato come una macchina accessibile e riparabile – al Macworld nel 2009, Steve Jobs ha detto, “I nostri clienti vogliono accessibilità: […] per aggiungere memoria, per aggiungere schede, per aggiungere drivers“.
Questo fa parte di ciò che amo del mio MacBook Pro. Ho aggiornato la mia RAM, e ho anche sostituito la mia unità ottica con un SSD da 80GB.

D’altra parte, Apple ha costantemente introdotto prodotti più sottili e più leggeri. E come tutti, anche Apple impara dall’esperienza. Reagiscono ai propri clienti. Sono molto abili a presentarci quello che vogliamo. E ce ne danno la possibilità di volta in volta lasciando che siano le vendite del prodotto a determinare i loro progetti futuri.

Abbiamo sempre votato per l’hardware più sottile e non aggiornabile. Ma dobbiamo tracciare una linea nella sabbia da qualche parte. Le nostre decisioni di acquisto stanno dicendo all’azienda che siamo felici di acquistare computer e vederli morire nei tempi previsti. Quando scegliamo un laptop dalla vita breve rispetto ad un modello più robusto per un quarto di pollice di spessore in più, che cosa dicono i nostri valori?

Ogni volta che compriamo un prodotto bloccato contenente una batteria non sostituibile e con un conteggio di ciclo finito, stiamo esprimendo il nostro parere su quanto tempo le nostre cose dovrebbero durare. Ma è una decisione consapevole? Quando si sta per acquistare qualcosa quanto spesso si fa un passo indietro e ci si chiede quanto tempo dovrebbe durare? Se vogliamo prodotti a lunga vita che conservino il loro valore nel tempo dobbiamo sostenere i prodotti che lo fanno.

Oggi, noi scegliamo. Se scegliamo il display Retina rispetto all’esistente MacBook Pro, la prossima generazione di portatili Mac sarà probabilmente ancora meno riparabile. Quando ciò accadrà, non saremo in grado di dare la colpa ad Apple. Dovremo incolpare noi stessi.

Source: http://m.wired.com/gadgetlab/2012/06/opinion-apple-retina-displa/?utm_source=facebook&utm_medium=socialmedia&utm_campaign=facebookclickthru 
 


Mirko Tosoni
mirko_toso@yahoo.it

Marketing, advertising e comunicazione sono la sua passione e si vede, traspare in tutto ciò che fa. Con un background economico e uno sfondo cosmopolita come l'affascinante Istanbul ci stupirà ogni giorno con imperdibili curiosità.