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07 nov Apple: questione di marketing, questione di stile.

Un Apple iPhone, un iPad, un iMac; questi prodotti sono in quasi tutte le nostre tasche, in carica su quasi tutte le nostre scrivanie e riposti su quasi tutti nostri scaffali, i “melaprodotti” hanno condizionato non solo la vita di noi consumatori (chi piú affezionato, chi meno) ma anche quella di tutte le imprese produttrici di apparecchi con le stesse funzioni e delle compagnie telefoniche.

Fin dal principio, Apple si è proposta di conservare un certo livello di professionalità in ciascuna branca del suo essere; che fosse l’impresa come gerarchia di persone, come gamma di prodotti o anche come gamma di rivenditori: Apple ha un suo stile ed un suo codice etico da rispettare severamente (ne sanno qualcosa i rivenditori, che hanno persino il veto riguardo parole come “crash” del sistema e altri termini “troppo bruschi” per la ditta di Cupertino).

In questo articolo voglio focalizzarmi su una sola parte di Apple, quella parte che si rapporta con noi e che tesse un filo rosso tra il benessere del consumatore e il successo dei prodotti: il marketing e la pubblicità in sè e per sè.

Non so quanti di voi avessero o abbiano tuttora l’abitudine di tenere accesa la televisione come sottofondo quando si è sugli affari inutili; ebbene, io ero uno di voi ma ho smesso.

E se vi chiedete il perché del mio “gesto”, vi basterà accendere la vostra televisione nello stesso momento in cui state leggendo il mio articolo e fare una rapida carrellata dall’1 al 6: la nostra televisione, e persino la pay-tv, sono piene zeppe di spot e campagne che snervano l’animo, rallentano il tempo e rendono ancor più gravosa l’attesa che proviamo tra la fine del programma che stiamo seguendo e la sua ripresa.

Un giorno però, mi è capitato sott’occhio uno degli spot per il lancio dell’iPhone 5; uno spot di una semplicità quasi disarmante: “che strana forma hanno le orecchie, non so che forma hanno ma non sono rotonde. Allora perché un auricolare dovrebbe essere rotondo? Dovrebbero avere questa forma.. a orecchio! (tin) (tin) (tan)”.
Sono rimasto colpito dalla facilità con cui lanciavano il loro prodotto, senza riempire la mia televisione di musiche esagerate e colori stile evidenziatore; inquadrano tre orecchie e un auricolare, il messaggio che traspare è “vuoi gli auricolari su misura? Apple”.

Dello stesso tipo l’altro spot, che stavolta sono andato a cercarmi su internet, dove con dei giochi di parole simpatici anche se un pò forzati apple invita a chiedersi come il suo nuovo prodotto (l’iPhone 5, n.d.e.) possa diventare “più grande e più piccolo” quando una legge della fisica sostiene che sia impossibile e suppone che “forse le leggi della fisica sono solo.. suggerimenti”.

In una parola? Geniale: non un testimonial famoso, l’unico testimonial è il prodotto, non un brano di sottofondo, l’unica voce che sentiamo è quella del narratore che ci presenta il nuovo melafonino, non una pubblicità che duri più di un minuto e che monopolizzi per troppo tempo il mio schermo; assolutamente perfetto.

Su questa falsariga l’ultimo spot che ho avuto il piacere di vedere, quello per il lancio del nuovo iPadMini: ci viene presentato un iPad con l’applicazione che simula il pianoforte e una mano intenta a suonare con esso, gli viene affiancato il nuovo mini-tablet che accompagna la sinfonia simulata; qui lo spot si conclude, senza la necessità di far perdurare lo spot per un lasso di tempo eccessivo e senza che il prodotto venga presentato se non per quello che è: straordinariamente semplice; come gli spot, appunto.

Questo, insieme a tanti altri fattori, contribuisce a rendere Apple la compagnia che detiene, meritatamente, il monopolio per quel che riguarda l’hi-tech; che si tratti di cellulari, computer o tablet (strumento tra l’altro inventato dalla stessa Apple, n.d.e.); la Apple sa sempre cosa fare, e sa farlo (e presentarlo) meglio degli altri.

Questione di marketing, questione di stile; Apple, naturalmente.. 
 


Giacomo Zobbio
jekstain@gmail.com

Studente di editoria, archivista delle dispense e co-fondatore del FUBplus. Simpatico, affabile e sempre disponibile; sa sempre cosa dire ed ha sempre una parola buona per tutti e per tutto. Twitter: @JekStain