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18 lug Storia e origine dei proverbi

Vi sarà sicuramente capitato guardare il cielo per prevedere il tempo dell’indomani in vista di una gita fuori porta: molto probabilmente uno di voi, guardando il cielo avrà esclamato “Cielo a pecorelle, acqua a catinelle!”. E non ditemi che a volte per la smania di ottenere qualcosa siate rimasti a mani vuote: ecco allora il sapientone di turno sentenziare “Chi troppo vuole, nulla stringe!”.

Sono anche io tra i molti che utilizzano spesso i proverbi e i modi di dire, sentiti in casa e imparati ancora da piccoli: e oggi mi chiedevo, ma chi li ha inventati? Chi è stato il primo a sentenziare queste frasi originali? Non ci è voluto molto per scoprirne le origini, ed alcuni sono veramente curiosi.

Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco: per capirne l’origine, bisogna tornare alla sua versione primitiva, cioè “Non dire quattro se non ce l’hai nel sacco”. Nasce dalla storia di un povero monaco che era in cerca di elemosina; un panettiere, mosso a compassione lo chiamò e gli disse che gli avrebbe dato i 4 pani rimasti della giornata. A questo punto il monaco, tutto contento iniziò a urlare ai quattro venti della generosità del panettiere e dei 4 pani che gli stava per donare: un cane che passava di lì, attirato dagli schiamazzi, corse incontro al panettiere e rubò uno dei pani mentre stava per essere messo nel sacco. Così al povero monaco non restarono altro che 3 soli pani.

Le calende greche: proverbio poco conosciuto, che sta ad indicare un periodo che non arriverà mai. Nasce con l’imperatore Augusto, che sapeva bene che le calende erano solo nei calendari romani: chiamare le calende greche era come nominare un “Natale musulmano” o un'”Epifania cinese”.

Per un punto Martin perse la cappa: uno dei proverbi più sentiti tra i tavoli del bar durante le partite dei vecchietti a briscola. Si racconta che il monaco Martin non divenne priore perché sulla porta del convento, volendo scrivere “Porta patens esto nulli claudatur onesto” ossia ” Stia aperta la porta, non si chiuda a nessun uomo onesto”, mise un punto dopo la parola “nulli”. L’iscrizione divenne:”La porta non si apra per nessuno, si chiuda per l’uomo onesto” .

La zona Cesarini: particolarmente noto agli sportivi, indica per lo più i minuti finali di una partita. Questo perché nel 1931 l’italo-argentino Renato Cesarini (allora militante nelle file della Juventus) segnò un gol decisivo nella partita Italia-Ungheria in extremis.

Spezzare una lancia: mettersi a favore di qualcuno. Prende origine dai cavalieri, che per difendere l’onore di chi non poteva scendere in campo (una dama) si affrontavano in duello. Chi dei due cavalieri colpiva l’avversario era il vincitore, e spesso la lancia si spezzava.

Restare di sale: Il biblico Lot, nipote di Abramo, preavvertito dagli angeli della distruzione della corrotta Sodoma, fuggì dalla città con le due figlie e la moglie (Genesi, 16 e segg.), ma quest’ultima contravvenne all’ordine divino di non voltarsi indietro e fu perciò mutata in un statua di sale.

Le ginocchia fanno giacomo-giacomo: Durante la Guerra dei Cent’anni, nel 1358 scoppiò in Francia un rivolta di contadini esasperati dal peso delle tasse e dai saccheggi continui ai quali erano sottoposti; questi contadini vestivano delle giubbe dette jacque e venivano chiamati jacques bonhomme. L’espressione indicherebbe quindi le ginocchia del contadino che tremano per la paura.

Il gioco non vale la candela: alcuni secoli fa,quando non c’era ancora la corrente elettrica, nelle taverne si usavano le candele. Spesso nelle taverne si giocava d’azzardo, e c’era l’usanza secondo la quale chi vinceva al gioco doveva pagare almeno la candela usata per fare luce durante la giocata. Alcune volte però, l’eventuale vincita la gioco era così bassa che “il gioco non valeva la candela”, quindi ciò che si vinceva non bastava nemmeno per pagare la candela.

Prendere un granchio: si riferisce alla pesca: infatti quando il granchio si attacca all’amo, il pescatore è convinto di aver preso un pesce, e invece prende appunto un granchio, con la massima delusione.

E voi? Quali sono i vostri proverbi e modi di dire più utilizzati? Sapete la loro origine? 
 


Giacomo Tampalini
giacomo.tampalini@alice.it

Solare e divertente, appassionato e intraprendente, professionale e disponibile. Tecnologia e news dal mondo sono la sua specialità. Il suo più grande debole? Gli angeli di Victoria's Secret!