PROVINCE:SALVE 43 IN CITTA'METROPOLITANE E REGIONI

23 ott Le Province Italiane cambiano faccia!

Il cambiamento è radicale ed è pronto a partire. Il decreto legge del Governo Monti sarà esaminato a novembre nel primo Consiglio del Ministri. 36 province verranno tagliate per un totale finale di 50 province esistenti. La ghigliottina non è però finita qua: nei prossimi 6 mesi le Regioni a Statuto Speciale potranno ulteriormente modificare la loro geografia interna.

Filippo Patroni Griffi, ministro della Pubblica Amministrazione, annuncia che la modifica in corso dovrebbe garantire risparmi da 4,5 miliardi di euro nel 2012, 10.5 nel 2013 e 11 nel 2014.

In Piemonte salve Torino (Città metropolitana) e Cuneo, accorpate Alessandria e Asti, così come Vercelli, Biella, Verbano/Cusio/Ossola, Novara.

In Lombardia rimarrà Milano (Città metropolitana) oltre a Brescia, Bergamo e Pavia. Accorpate Como, Varese, Monza Brianza; Lodi, Mantova, Cremona; Sondrio e Lecco.

In Veneto si salva Venezia (Città metropolitana), Vicenza e Verona, mentre Rovigo e Padova saranno accorpate così come Belluno e Treviso.

In Friuli Venezia Giulia dovrebbero rimanere le Province attuali, ma con compiti consultivi.

In Liguria saranno unite Savona e Imperia, mentre per Genova (Città metropolitana) e La Spezia non ci saranno cambiamenti.

In Emilia Romagna solo Bologna (Città metropolitana) e Ferrara resteranno invariate. Accorpate invece Modena e Reggio Emilia; Parma e Piacenza; Ravenna, Forlì/Cesena e Rimini.

In Toscana si salva solo Firenze (Città metropolitana). Accorpate invece Grosseto, Siena e Arezzo; Lucca, Massa Carrara, Pistoia e Prato; Pisa e Livorno.

In Umbria Perugia si unirà a Terni.

Nelle Marche restano Ancona e Pesaro/Urbino. Accorpate Ascoli Piceno, Macerata e Fermo.

Roma (Città metropolitana) unica Provincia che resterà invariata nel Lazio. Accorpate Frosinone e Latina, Rieti e Viterbo.

Si passa da quattro a due in Abruzzo: L’Aquila/Teramo e Pescara /Chieti.

Una sola in Molise con l’accorpamento di Campobasso e Isernia, così come in Basilicata dove si uniranno Potenza e Matera.

Tre Province salve in Campania: Napoli (Città metropolitana), Salerno e Caserta. Accorpate Avellino e Benevento.

In Puglia Bari (Città metropolitana) e Lecce non subiranno variazioni. Accorpate invece Foggia con Barletta/Andria/Trani e Taranto con Brindisi.

Infine in Calabria resterà solo Reggio Calabria, Città metropolitana. Accorpate Cosenza e Crotone così come Catanzaro e Vibo Valentia. 

La Sardegna invece ha già deciso con un referendum di dimezzare le Province, passando da 8 a 4: Cagliari, Sassari, Nuoro, Oristano.

Nessuna variazione infine per  Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige e Sicilia. 

Come si può vedere i cambiamenti sono notevoli e soprattutto non tengono affatto in considerazione la questione storica che caratterizza ogni singola città. Avellino e Benevento, ad esempio, da sempre ostili l’una all’altra, saranno accorpate insieme. Lodi, indipendente da Milano da soli 20 anni, si troverà di nuovo parte di un tutto, assieme a Cremona e Mantova. Stessa faccenda per Rimini, indipendete dal 1992 e che ora verrà unita a Forlì/Cesena e Ravenna.

Ma quali sono i criteri utilizzati?
Sono state unite le Province con meno di 350 mila abitanti o un’estensione inferiore ai 2.500 mila chilometri quadrati.



«…perché le popolazioni sul territorio sono
più avanti di noi tutti e i territori sapranno
cogliere la sfida per ammodernare il
sistema di governo.» (Filippo Patroni Griffi, Ministro della PA) 

Vedremo come andrà a finire. Che ne pensate voi? E’ giusto o è l’ennesima cavolata della politica italiana?

 

 

 

Fonte: Yahoo Notizie

 

 

 
 


Mirko Tosoni
mirko_toso@yahoo.it

Marketing, advertising e comunicazione sono la sua passione e si vede, traspare in tutto ciò che fa. Con un background economico e uno sfondo cosmopolita come l'affascinante Istanbul ci stupirà ogni giorno con imperdibili curiosità.