freeimages.co.uk techonology images

23 ott Cellulari e tumori, la cassazione riconosce un legame.

Una notizia che ha dell’incredibile, e che francamente mi preoccupa non poco: l’uso eccessivo di cellulari fa venire i tumori.

Si è sempre parlato degli effetti nocivi che questi strumenti possono portare ed è sempre in voga la polemica riguardante ciò che potremmo considerare un regalo prematuro da fare ai bambini; ora è ufficialmente avvenuta una svolta.

La storia che ha permesso tale presa di posizione da parte della Corte di cassazione è la seguente:

Un manager cinquantenne, responsabile commerciale di una multinazionale, è per lavoro portato ad un utilizzo medio del telefono, a livello di tempo, di 5-6 ore al giorno; un’abitudine lavorativa che ha conservato per la bellezza di dodici anni.
Una mattina, intento a radersi, sente uno strano formicolio in volto e le analisi diranno che è un tumore al nervo trigemino; si farà operare e l’operazione riuscirà, ma il dolore al nervo non lo lascerà più in pace.
Complice questa condizione, chiede una pensione per invalidità professionale; pensione che l’inail gli nega.
Il manager decide allora di fare ricorso al tribunale di appello di Brescia, che accoglie la sua richiesta (22 settembre 2009, nde); l’inail decide allora di fare ricorso in cassazione ma la corte suprema conferma la sentenza precedente (12 ottobre 2009) e riconoscono, citando la lettura scientifica del caso, che una causa dell’invalidità del manager sia proprio l’uso, o per meglio dire “l’abuso”, che il manager faceva del telefono.

Oltre alla causa in sè, questa sentenza ci fa fare un piccolo passo avanti in una questione dove il solco con il resto d’Europa è ancora profondissimo; basti pensare che rispetto ad altri paesi dell’unione l’Italia è l’unica a non ha preso molto sul serio l’invito alla cautela del consiglio d’Europa, inattività che riguarda sorprendentemente anche il Consiglio superiore di sanità, dove veniva promossa (con un documento risalente al 15 novembre 2011) l’idea di fare campagne di sensibilizzazione sull’abuso del telefonino ma alla quale Balduzzi (all’epoca ministro della salute, nde) non volle dar voce.

Un caso simile a quello del manager bresciano è quello di un avvocato di Potenza con un tumore al cervello i cui medici non avevano escluso la possibilità che fosse stato un utilizzo spropositato del telefonino a contribuire a quella patologia.
Il caso era stato riportato sulla Gazzetta del Mezzogiorno e parla anche di una lettera che l’avvocato aveva ricevuto direttamente dal ministero, dopo aver scritto allo stesso più di una volta in merito al rapporto tra il suo tumore e l’uso che faceva del cellulare.
Nella lettera di risposta si legge “Il tema di possibili rischi per la salute conseguenti all’utilizzo del telefono cellulare è alla costante attenzione anche a seguito della classificazione stabilita dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro di agente possibilmente cancerogeno per l’uomo” e ancora “attraverso studi epidemiologici la stessa Agenzia ha evidenziato limitata cancerogenicità tra gli utilizzatori del telefonino in relazione al tumore maligno del cervello e del nervo acustico, mentre l’evidenza è stata giudicata inadeguata per altri tipi di cancro o esposizione”.

Gli stessi interessati, ragionando sulla questione che li attanaglia, commentano sulla stessa lunghezza d’onda: l’avvocato di Potenza, che sceglie di rimanere volutamente anonimo, cita le case produttrici che “consigliano di tenere l’apparecchio a qualche centimetro di distanza dall’orecchio e di utilizzare gli auricolari” e invita a dare un’informazione più chiara in quanto “ne va della salute dei cittadini”; dello stesso avviso il manager di Brescia che commenta “cosa aspettano a fare qualcosa?”

Una riflessione che va fatta è quella sui dati che riguardano la penetrazione dei cellulari in Italia: 150%, il che significa un cellulare e mezzo a persona; un dato che colloca il bel paese tra i più grandi utilizzatori, o per meglio dire abusatori, di cellulari al mondo.
Il cruccio fondamentale che, a titolo personale, mi attanaglia è: ma è davvero così impossibile prevenire fatti simili? Dobbiamo necessariamente trovarci di fronte a casi di tumore coadiuvati dall’uso del cellulare per essere spinti a farne un uso più coscienzioso?

Ai posteri l’ardua sentenza, io intanto mi fiondo a comprare un auricolare! 
 


Giacomo Zobbio
jekstain@gmail.com

Studente di editoria, archivista delle dispense e co-fondatore del FUBplus. Simpatico, affabile e sempre disponibile; sa sempre cosa dire ed ha sempre una parola buona per tutti e per tutto. Twitter: @JekStain