12 gen 5am – curiosità alle cinque di mattina da chi si è svegliato troppo presto o deve ancora andare a dormire – il ritorno: il mistero dei Beatles.

E se in The Lady is a Tramp si parla di John Lennon, qui stanotte si (s)parla di Paul McCartney.
(grazie Jen per lo spunto)

La notte del 9 Novembre 1966 Paul McCartney uscì dalla sala prove dopo un litigio con gli altri tre Beatles. Salì sull’auto per tornare a casa e vide una ragazza che faceva autostop, si fermò e le diede un passaggio. La ragazza si chiamava Rita e gli raccontò che era incinta e senza che il suo ragazzo lo sapesse aveva deciso di abortire. La ragazza, presa dal racconto a quello sconosciuto della sua storia, non aveva nemmeno notato CHI le stava dando un passaggio. Quando si accorse che quello non era solo un autista distratto e gentile, ma uno dei Beatles, la sua reazione fu talmente agitata che fece sbandare McCartney, finendo fuori strada. La storia vuole che i due persero la vita e, una volta data la notizia ai restanti membri del gruppo i Beatles, all’apice del loro successo, decisero di omettere l’accaduto, chiedendo a William Stuart Campbell (attore scozzese che assomigliava a McCartney) di sottoporsi ad alcuni interventi di chirurgia plastica e sostituire così il quarto Beatles venuto improvvisamente a mancare.
Questa teoria ha dalla sua numerose prove:
– Da quel momento i Beatles non si esibirono più dal vivo
– Nella copertina dell’album “Help!”, Paul è l’unico senza cappello, come per simboleggiare una certa estraneità al gruppo. Se si ascolta al contrario il singolo omonimo al titolo dell’album, si noterà la frase “now we need a member”
– Nella copertina di “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band”, sulla destra, compare una Aston Martin bianca (auto di Paul) con l’interno color rosso sangue, una composizione floreale in basso a destra ha la forma di un basso Hofner mancino (lo strumento di Paul) con tre corde: la quarta, simboleggiante il quarto Beatles, non c’è più
– Alla fine di “I’m so tired” uno strano mormorio di Lennon sembrerebbe “Paul is dead, miss him, miss him”
– Nella leggendaria “All you need is Love” una frase recita “he’s dead, we loved you”.

Ma concludiamo con la copertina di Abbey Road, chi non la conosce? Ebbene, i quattro attraversano la strada in fila, e gli abiti indossati già suggerirebbero una marcia funebre. Ma al gruppo non bastava un indizio, quindi possiamo leggere sul maggiolino sulla destra una targa che potrebbe voler dire 28SE (28 anni SE fosse ancora vivo). Dall’altra parte della strada c’è un furgoncino della polizia, usato in quegli anni come soccorso negli incidenti stradali. L’unico numero civico che appare in tutta Abbey Road è un 3, come i Beatles superstiti. Per concludere, nella foto Paul (o il presunto tale) è l’unico scalzo, l’unico con passo diverso dagli altri, e inoltre tiene la sigaretta con la destra, e McCartney, si sa, era mancino.

Questa è la storia di come una leggenda può fare la differenza tra essere un gruppo e un grande gruppo, questa è la storia (vera o no) di come i Beatles siano stati il gruppo più geniale della storia. Questa è All you need is Love, e di certo non l’ascolterete più nello stesso modo.


 


Giada Bugatti
giadabugatti@gmail.com

ventidue anni, ossessionata dagli accessori, ritardataria, insonne e logorroica.