17 ott 5am | curiosità alle cinque di mattina da chi si è svegliato troppo presto o non è ancora andato a dormire.

Soffro d’insonnia.
All’inizio ho provato a combatterla, ma visti i risultati ho finito per assecondarla. Così, mentre voi dormite, io leggo, scrivo, ascolto musica, studio, faccio il cambio armadi, mangio…
e ora curo anche una rubrica attraverso la quale, il quinto giorno della settimana alle cinque del mattino, cercherò di farvi appassionare ad alcune canzoni svelandone aneddoti, curiosità, pazzie. La prima non poteva che parlare di un pub, un rocker e un’ora a dir poco premonitoria: le cinque del mattino.

Era la fine degli anni ottanta, i Guns’n’Roses erano belli e dannati, tossicodipendenti e alcolizzati e, arrivati in aeroporto dopo una loro tournée, si fermano nel bar di quell’aeroporto. Slash chiede una bottiglia di whiskey al barista che, forse sapendone poco di rock e certamente senza aver capito chi ha di fronte, gli risponde che purtroppo gli alcolici si possono servire solo dopo le cinque. Slash allora, irritato dalla risposta e non abituato a sentirsi dire di no, scavalca il bancone del bar, prende la bottiglia, la apre, ne beve un sorso e dice al barista “it’s five o’ clock somewhere”, sono già le cinque in qualche parte del mondo. Il barista, zittito e stupito, decide quindi suo malgrado di lasciargli fare, e la notte andrà come al solito, tra vizi malsani e donne folli e  bellissime.
Ma molti anni dopo, quando i Guns saranno solo un ricordo, Slash e il suo nuovo gruppo, gli Slash’s Snakepit, dedicheranno a questo avvenimento il loro album d’esordio, diventato poi disco di platino in tutto il mondo.
Questi sono gli Slash’s Snakepit. Questa è it’s five o’clock somewhere.

it’s five o clock somewhere – slash’s snakepkit

Alla prossima, e godetevi la notte. 
 


Giada Bugatti
giadabugatti@gmail.com

ventidue anni, ossessionata dagli accessori, ritardataria, insonne e logorroica.